domenica 8 gennaio 2012

Milazzo vincente, Chieti timido

Il Milazzo in zona play-out, il Chieti in zona play-off: poteva sembrare una partita difficile per i mamertini, e invece alla fine la vittoria per 2 a 1 non sorprende per nulla. Troppo timido il Chieti, che di fatto non ha mai tirato in porta, limitandosi a cercare (male) di gestire il vantaggio insperato raggiunto in apertura per una cappellata, forse complice il forte vento di tramontana, del portiere Croce, che rimetteva in gioco una palla ormai, apparentemente, addomesticata, consentendo così la sforbiciata-gol al centrale difensivo Pepe (giusto omonimo del pari ruolo della formazione avversaria). E quel pepe era l'unico degli abruzzesi, che subivano il ritorno del complesso locale. Veementi e compatti, i rossoblù riuscivano ad agguantare il pari in seguito ad un'incornata di Benci, che, lasciato piuttosto solo in area, gira in rete battendo il portiere D'Ettore. Il quale para bene su Mangiacasale, migliore in campo, al 23°, ma non può nulla su Simonetti al 39°: il giovane centrocampista intercetta in area una precedente conclusione di Proietti e mette nel sette. La ripresa, a parte un paio di tiri pericolosi di un Proietti comunque sotto tono, si gioca quasi per onor di firma. Bravo comunque il Milazzo a controllare la situazione, ed a portarsi, in definitiva, in una buona posizione di classifica, grazie ad un notevole balzo in avanti ed all'andamento non eccellente delle concorrenti dirette in graduatoria.

fas

lunedì 26 dicembre 2011

Sarà pronto tra circa 2 mesi il ponte provvisorio di Calderà



Sarà il Genio Militare a predisporre il ponte provvisorio che consentirà il passaggio pedonale e automobilistico ai residenti delle frazioni di Calderà e Spinesante,in attesa che l'amminisatrazione provinciale provvederà al progetto definitivo del ponte.

domenica 11 dicembre 2011

Milazzo: sorte avversa...all'Aversa

Al termine di un match non trascendentale Milazzo ed Aversa Normanna si sono divise la posta in palio rimanendo più (per gli ospiti) o meno (per i locali) nella pancia della classifica. Il tutto di fronte a poco più di trecento paganti, in una tranquilla domenica dicembrina: segno che, davvero, anche essere reduci da due successi consecutivi non significa molto, per l'ambiente calcistico mamertino, che non si è mai davvero entusiasmato per la società arrivata con lo sbarco tra i professionisti ed assistita da un legame a doppio filo -chissà, forse stritolante- con il Catania Calcio. Una partita che, dopo una lunga fase di studio, si ravviva alla fine della prima frazione, che porta tre palle gol al Milazzo (bravissimo i più frangenti il portiere ospite Gragnaniello) ed il vantaggio agli aversani, che colgono una disattenzione dei due centrali difensivi rossoblù: Grieco è bravo nel rivelare un corridoio al veloce Guarracino, il quale batte Croce in una uscita apparsa comunque timida. Nella ripresa l'atteso forcing dei mamertini porta Quintoni a concludere centrale al 9°, e lo stesso esterno mancino a entrare nel tabellino dei marcatori al 12° (quarta rete personale e platonico scettro di capocannoniere stagionale dei suoi), quando il pari era cosa fatta in seguito a calcio di rigore generosamente concesso dal direttore di gara palermitano per un presunto "sandwich" dei due centrali difensivi ospiti ai danni di Scalzone. Forse innervosito dall'episodio, il difensore Mattera due minuti dopo si faceva espellere per un'inutile seconda ammonizione (fallo su uno stranamente spento Proietti). Al 34°, invece, era il capitano campano Zolfo che, in seguito a qualche battibecco di troppo con Malafronte, veniva espulso, anche lui per doppia ammonizione. Ma neanche la duplice superiorità numerica consentiva al Milazzo di avere vita facile: la difesa ordinata degli ospiti non veniva minimamente scalfita, neanche al termine della ridda delle sostituzioni. E, considerata tale improduttività, alla fine, per i rossoblù di giornata il punticino era comunque meglio di niente.

fas

lunedì 28 novembre 2011

Arriva la quinta sconfitta per Barcellona.

Dopo questa ennesima sconfitta in quel di Jesi,che ha messo in risalto ancora una volta la pochezza caratteriale di questa squadra che non ha sentito il bisogno di giocare col cuore per ottenere una vittoria da dedicare alla città di Barcellona,martoriata dalla tremenda alluvione di Martedì scorso,non c'è che da prendere una sola e drastica decisione da parte della società presieduta da Immacolato Bonina:esonerare immediatamente l'unico responsabile a nostro avviso di questo disastroso inizio di campionato;Cesare Pancotto.Non si può buttare tutto alle ortiche per il semplice motivo di tenere calda la panchina sotto il sedere di Pancotto,ma bisogna avere il coraggio di affrontare la realtà che amaramente ci dice che l'allenatore non ha più in mano il pallino della squadra e per questo motivo va subito esonerato.Non è una presa di posizione personale  la mia nei confronti di Pancotto che come persona stimo,ma in questi casi come è logico l'unico a pagare è l'allenatore.Se non si vuole rovinare definitivamente il campionato,c'è ancora la possibilità di raddrizzare la situazione,perchè ancora siamo all'inizio anche se il distacco dalla prima della classe comincia a farsi pesante.


Carlo Russo

domenica 27 novembre 2011

Il Milazzo torna alla vittoria

Il Milazzo torna a vincere, dopo l'inaspettato passo falso con il fanalino dicoda Celano, anche se al termine di una partita non bella. Il tre a due finale contro l'Isola Liri potrebbe ingannare rispetto al tasso di emozioni di un match povero, anche per colpa di un rivale di giornata che forse il Milazzo non aveva mai trovato, in questo campionato, così modesto. Mai l'Isola Liri ha infatti impensierito davvero la retroguardia locale, se non in avvio, quando (7°) un'azione ficcante portava Conte ad inserirsi in area con rapidità. Falciato, otteneva il penalty, trasformato dal terzino Martinelli, il giocatore più esperto degli ospiti e autore anche della rete del secondo vantaggio per i suoi, segnata in mischia (al 18°). tra le due reti laziali i rossoblù pervenivano al pari con Cuomo (12°), che ribadiva in rete una conclusione di Scalzone. La rete del vantaggio, che rimaneva definitivo per tutta la ripresa, era di Scalzone stesso, che si rifaceva del palo colto al 33° di testa, infilandosi in un buco della difesa ospite e battendo il portiere in uscita. Era il 44°: nella ripresa c'era solo da segnalare una grossa occasione da rete fallita da Improta. Per il resto, solo soddisfazione per un Milazzo non bello ma pratico.

fas

mercoledì 16 novembre 2011

Milazzo: un punto guadagnato o perso?

Se il risultato ad occhiali che è uscito sulla ruota del Grotta Polifemo nel turno infrasettimanale -in assoluto, il sedicesimo-, al termine della tenzone fra Milazzo e Perugia, sia un vanto o un rammarico per i locali, è questione affine al famoso bicchiere pieno -o vuoto, secondo opinione- a metà. In verità l'avversario di giornata, per il Milazzo, era prestigioso: la prima squadra, nella storia del calcio italiano, ad aver terminato un campionato di Serie A imbattuta (era la stagione 1978-79, nella quale peraltro i biancorossi di Castagner finirono secondi dietro al Milan). Però le nobili decadute, specie negli ultimi anni accecate spesso da smanie di nuova grandezza tali da far sbarellare i bilanci, vanno riempiendo varie categorie non consoni al loro blasone. E spesso senza squilli di tromba, anzi. Infatti, alla fine, ciò che il Perugia ha fatto vedere a Milazzo non è sembrato trascendentale. Venuto al "Polifemo" con una squadra senza nomi altisonanti, ma con gente "di categoria", la cui carta d'identità testimoniava una evidente esperienza, il complesso di Battistini si presentava ai mamertini anche con una classifica brillante (era secondo a un solo punto dall'Aquila capolista) e quindi faceva onestamente paura, specie viste le assenze di tre titolari fra i milazzesi (N'zè, Bucolo e soprattutto il giocatore migliore del team rossoblù, Proietti). Ma a conti fatti le palle gol degli ospiti sono state meno, e quasi tutte meno nette, di quelle costruite dai giocatori di Catalano. Il quale, però, deve arrangiarsi con il solito attacco spuntato e può fare abbastanza poco per forzare difese ordinate, decise ed esperte come quella ospite: è già tanto, appunto, avere sfiorato la rete in varie occasioni (Fiore nel primo tempo e Spilabotte nel secondo sono stati i più pericolosi, ma sempre dalla distanza, mentre nel finale il rientrante Cuomo di testa si è avvicinato alla rete tanto quanto, sempre di testa, aveva fatto il perugino Zanchi poco prima). Al termine del match, dunque, rimaneva il dubbio: punto perso o guadagnato?

fas