domenica 17 febbraio 2013

Il Milazzo torna a muovere la classifica

Torna a fare punti il Milazzo, scegliendo per la propria domenica positiva giusto una delle migliori squadre del torneo, quel Castiglione che veniva al Grotta Polifemo da seconda in classifica pur se menomata da un paio di assenze importanti. Eppure la partita è stata fatta sempre dai locali, che hanno sciorinato qualche buona manovra, pur senza rendersi mai pericolosi fino alla fine del primo tempo: è stato infatti l'improvviso e immeritato gol degli ospiti, venuto in seguito a un micidiale contropiede concluso da Chiazzolino (al 21° della ripresa), a svegliare il Milazzo, che già dal 10° della ripresa era in undici contro dieci, per l'espulsione di Talato per gioco falloso. Dopo lo svamtaggio si profilava la solita beffa casalinga per il Milazzo, ma gli ospiti, già lacunosi per tutto il match sul piano tecnico-tattico, si facevano ulteriormente notare per il nervosismo che li faceva finire in nove, dopo la seconda espulsione, avvenuta ai danni di Pini al 28° della ripresa. Così, dopo un paio di buoni tiri effettuati da Morina e Mancini, è Suriano che mette a frutto la superiorità numerica con Suriano, l'attaccante più esperto della squadra, che, su un ottimo traversone dalla destra di urso, schiaccia di testa -non certo un suo pezzo forte- in rete da sottomisura. Ma c'era ancora tempo, per i rossoblù, di rischiare di perdere: al 90° Tesoniero nega miracolosamente la rete a Solini e, sulla ribattuta, a Borghetti. Per una volta, il pari è cosa fatta. E, finalmente, pur se ormai si tratta solo di una questione d'onore, la classifica si muove.

fas

lunedì 4 febbraio 2013

Milazzo ancora sconfitto (pur non meritando)

Meritava di vincere, lo sgangherato Milazzo dei giovani uscito ancora più ringiovanito dal mercato di gennaio, ed avviato ad una ormai certa, quanto mesta, retrocessione, degna di nota solo per i record negativi che la squadra minaccia di battere (fra cui quello di non avere, unico team professionistico, ancora vinto una partita nel torneo in corso). Andato in vantaggio al 15°, dopo una sesquipedale occasione fallita da Guerriero, con un eurogol del bravo Suriano, la squadra di Tudisco ha macinato gioco ed occasioni al cospetto di un'Alessandria inguardabile. Ma l'esperienza alla lunga paga: dopo aver resistito a vari tentativi di raddoppio, con il portiere Servili sugli scudi, i grigioneri hanno messo a segno un uno-due con Mora, al 21° e 22° della ripresa, la cui doppietta rivelava tutta l'immaturità dell'undici rossoblù, zeppo di diciottenni o giù di lì. E, alla fine, il risultato premiava ancora una volta gli avversari del Milazzo. Per la prima vittoria, ripassare un'altra volta. Ma anche per il ritorno ai punti: il filotto negativo è ormai impressionante e non fa che dequalificare l'immagine del calcio in città. Sarebbestato molto meglio un torneo vincente in un'infima categoria, contro club di paesini di poche anime, che essere ridicolizzati contro avversarie blasonate di tutta Italia.

fas

lunedì 12 novembre 2012

Continua la pareggite del Milazzo

Il classico pari che non fa bene a nessuna delle due contendenti: questo il responso sull'uno a uno tra Milazzo e Vallée d'Aoste, che, ancora a porte chiuse, si sono affrontate in un testa-coda geografico che invece era sfida-salvezza a tutti gli effetti per la graduatoria traballante di ambo le squadre. Il gol di Kanoutè (bello spunto personale dopo errore in disimpegno dei locali) al 35° è stato pareggiato dal rigore di D'Amico, concesso per atterramento dello stesso centravanti di emergenza, nell'occasione aiutato in avanti dal bravo Suriano, nuovo acquisto convincente che ha sostituito, di fatto, Lewandowski, ufficialmente convalescente ma, si dice, sul piede di partenza. Il Milazzo ha meritato per la volontà il risultato, specie nella ripresa, ma il bel gioco è ancora di là da venire, e la vittoria che ancora tarda ad arrivare non aiuta a giocare con tranquillità. Prossimo avversario in Brianza, il Renate: chissà che a sorpresa non arrivi, tra le brume del nord, la prima impresa vincente dei rossoblù.

fas

domenica 28 ottobre 2012

Pari ventoso per il Milazzo

Vento, cielo grigio, temperatura più rigida: cambia il tempo ma non il Milazzo, che comunque mette insieme un undici credibile, dove ben sette undicesimi, alla fine, provengono da un passato rossoblù, e con esso affronta la Giacomense, in uno scontro-salvezza giocatosi a porte chiuse (e si spera sia l'ultimo caso, dopo le vicissitudini del ritorno dalla dirigenza Peditto a quella Lo Monaco & C.). La partita si mette subito male per il Milazzo, che schiera il nuovo acquisto Tesoniero in porta, autore al 12° di una netta papera che dava la possibilità all'esperto Varricchio di insaccare di testa dopo un cross teso di Lazzari. Il Milazzo del nuovo mister Tudisco però si disimpegnava con discreta continuità ed un certo agonismo, anche se non sempre la manovra scorreva fluida. D'Amico, improvvisato centravanti, impegnava due volte il portiere avversario De Marco, prima di testa e poi su una punizione deviata sulla traversa. Nella ripresa, alla ricerca del pari, il Milazzo andava vicino al gol col sinistro di Lewandowski e con Cartone, ma raggiungeva l'obiettivo solo al 74°, in seguito ad un atterramento di D'Amico in area, su cross di Salustri da sinistra. Era inutile il tocco in gol di Calcagno: l'arbitro Serra aveva già fischiato il penalty, trasformato con precisione da Lewandowski. Non spostava nulla l'espulsione di Caddeo all'84° e dunque il finale giocato in superiorità numerica dai locali: ormai il pari era risultato acqusito. Un pareggio che, alla fine, poco giovava ad entrambe le squadre, ma che fotografava abbastanza bene, tutto sommato, l'andamento dell'incontro e le lacune di preparazione e di serenità di un Milazzo comunque combattivo.

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domenica 14 ottobre 2012

Quando una sconfitta in casa è una buona notizia

Un tre a zero a sfavore subito in casa farebbe notizia, in negativo, per qualsiasi squadra: per il Milazzo disastrato di questi tempi, invece, c'è quasi da esultare. Le tre reti con cui il Savona capolista (tutte nella ripresa: al 1° ed al 35° -su rigore- per merito del notevole Virdis, al 47° di De Martis) porta in Liguria l'intera posta in palio suonano infatti come un epilogo scontato per una squadra che non si allenava regolarmente ormai da settimane e che doveva giocare a porte chiuse, ancora una volta per problemi burocratici legati all'assenza della società. Eppure, per tutto il primo tempo la squadra rossoblù ha tenuto botta, facendo, per le buone cose fatte vedere, ulteriormente dannare i tanti tifosi arroccati sulla leggendaria rocca intestata al Ciclope, prodighi di cori, incitamento, fame di calcio "normale", dopo gli sfaceli da record seminati dall'ancor breve ma esiziale gestione della dirigenza Peditto, ormai uscente. Torneranno i Lo Monaco, magari per interposta persona? Si farà più presente l'avvocato Previti, padre del portiere (che, dopo essere stato ancora fra i migliori, la prossima settimana sarà appiedato dal giudice sportivo per l'espulsione rimediata in occasione del fallo da rigore commesso su Virdis nell'azione che preludeva al gol dello 0-2)? La nebulosa mamertina rimane piuttosto fitta. C'è di certo, però, che almeno si è giocato, e non con la Berretti. E soprattutto che Peditto è uscito dall'ormai celebre bagagliaio nel quale si era, peggio (o meglio?) che nei più rocamboleschi racconti d'appendice, ficcato per sfuggire le ire dei tifosi (e non era -ahilui- solo una metafora). Andando direttamente a casa, come lo invitavano a fare da tempo tutti i milazzesi interessati al pallone. Da adesso, si riprende a sperare.

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domenica 23 settembre 2012

Pari in extremis per il Milazzo

Fino a un quarto d'ora dalla fine sembrava quasi che convenisse al Milazzo di giocare sempre fuori casa, visto il rendimento altalenante della squadra mamertina, capace di strappare punti preziosi fuori casa come di crollare in casa alla prima di stagione, apparendo, in questa seconda uscita contro la Pro Patria, altrettanto fuori fase. Due reti (Serafini al 7° e Falomi al 39°) stordivano i locali, messi sotto da ogni punto di vista da avversari che sembravano poter dilagare, colpendo ancora una traversa (ancora con l'ottimo Serafini) e costringendo il portiere Previti agli straordinari, sotto gli occhi del padre, il noto avvocato e politico. Anche la ripresa continuava stancamente sulla stessa falsariga: il Milazzo sembrava condannato alla seconda sconfitta casalinga consecutiva, quando arrivava la svolta. Come chiesto a gran voce dall'accaldata tifoseria rossoblù, entrava il beniamino di casa Dama, al posto dell'opacissimo Cartone, mentre poco prima già Calcagno, entrato per Della Penna, provava a dare qualche idea in più al centrocampo. E, complice la svagatezza degli ospiti, prima il Milazzo perveniva al pari (Dama di testa su angolo di Mignogna al 75°), poi, seppur con la solita fatica, continuava ad attaccare, con cuore se non con gli schemi e la tecnica. E, con un po' di fortuna, riusciva pure a farcela: D'Amico, al culmine di una personale partitaccia, tirava fuori l'unica trovata valida della sua prestazione, concludendo dal limite con un bel tiro angolato, a soli due minuti dalla fine, e trafiggendo così il portiere lombardo Vavassori. Una bella boccata amara per i circa 30 tifosi venuti a Milazzo da Busto Arsizio, da poter scordare solo con un bel tuffo nello splendido mare di giornata. Magari sarebbe servito per dimenticare due punti sfumati immeritatamente.

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domenica 9 settembre 2012

Inizio casalingo shock per il Milazzo calcio

Un quattro a zero che trova pochi riscontri anche nella memoria storica, con la partita già decisa nel primo tempo, quando due gol in due minuti (20° Filippi, 22° Evangelisti) avevano subito fatto capire l'aria che tirava: così il Milazzo della nuova gestione Peditto, alla prima in casa, ha "salutato" i propri tifosi, vanamente speranzosi dopo il pari conquistato in nove nella prima uscita del torneo a Casale Monferrato. E invece era tutto un bluff: al Grotta Polifemo mai si era vista una squadra mamertina così scombinata, sia tecnicamente che tatticamente, anche in categorie di molto inferiori. Il risultato (arrotondato da Melandri al 44° e nella ripresa ancora da Filippi all'11°) sta perfino stretto all'ottimo Forlì, che ha davvero giocato come il gatto col topo attorno al sapiente Evangelisti, giocatore di livello decisamente superiore. Inutile aggiungere giudizi negativi ulteriori su un Milazzo capace pure, sul 4-0 a sfavore, di incorrere nelle inutili ammonizioni di Dipasquale e Mignogna, che dovrebbero pure essere fra i giocatori più esperti. Coraggio, tifosi mamertini: più buio di mezzanotte...

Fas